10 Days Road Trip around Iceland

10 Giorni in Islanda sulla Ring Road

Ciao!

Prima di tutto vorrei darvi il benvenuto sul mio blog e in questo primo post!

Questa sarà una guida praticasse come dividere e pianificare le tratte giornaliere di macchina per esplorare tutta la Ring Road in 10 giorni.

Vorrei cominciare dicendo che noi siamo partiti per questo viaggio alla fine di Febbraio/inizio Marzo e questo credo sia il periodo migliore perchè le giornate sono lunghe abbastanza da consentirvi di visitare la maggior parte delle attrazioni che questo paese offre ma allo stesso tempo le notti sono ancora scure e vi consentiranno per questo di vedere l'aurora boreale.

Per rendere il tutto più scorrevole ho deciso di dividere la miriade di informazioni e consigli che vorrei darvi in post diversi, qui potete trovare i link agli altri:

Viaggio di 10 Giorni in Islanda

Qui c'è il programma che noi abbiamo seguito lungo la Ring Road (la strada che gira tutto attorno all'Islanda), tutti i nomi in grassetto possono essere cliccati e vi indirizzeranno direttamente alla posizione a loro corrispondente su Google Maps, altrimenti alla fine dell'articolo trovate la mappa completa con il percorso :)

So di persone che hanno fatto lo stesso percorso in meno giorni, ma noi abbiamo deciso di tenerne almeno un paio in più per sicurezza per via delle tempeste improvvise o di qualsiasi inconveniente che avrebbe potuto tenerci fermi e farci perdere una giornata.

  • Giorno 1

Il nostro viaggio comincia dalla guesthouse Bitra, un bed and breakfast appena fuori Selfoss dove ci siamo fermati dopo essere atterrati nel tardo pomeriggio. Da qui è facile iniziare il viaggio immettendosi direttamente nella Ring Road e lasciando il Golden Circle per la fine del viaggio. Noi abbiamo infatti deciso di dirigerci direttamente verso Via, fermandoci lungo la strada per vedere:

Seljalandsfoss, un' enorme cascata famosa per il passaggio che permette di camminare dietro il muro di acqua (per questo consiglio di indossare indumenti impermeabili e protezioni per macchinette/cellulari)

Gljufrabui, un'altra cascata che potrete trovare camminando poco più avanti della precedente, nascosta tra le rocce della montagna, raggiungibile solo oltrepassando un piccolo fiumiciattolo;

Seljavallalaug, una piscina d'acqua calda costruita dall'uomo, non è tra le più calde che abbiamo trovato in Islanda, ma è decisamente più gradevole se vi posizionate appena dove scendono i rivoli di acqua dalla parete rocciosa;

Skógafoss, una cascata che offre spesso la vista di uno spettacolare arcobaleno e che può essere osservata anche dall'alto grazie a una scalinata costruita proprio accanto ad essa.

Una volta a Vik abbiamo finalmente visto Reynisfjara Black Beach, una spiaggia da cui ammirare onde enormi e di una potenza che io non avevo mai visto prima, per poi spostarci al nostro ostello (The Barn), da cui abbiamo ammirato la prima aurora boreale del nostro viaggio.

  • Giorno 2

Da Vik ci siamo diretti al Vatnajökull National Park, in cui abbiamo avuto una magnifica camminata completamente immersi nella natura prima di arrivare a Svartifoss, una cascata dall'aspetto unico!

Tornati in strada ci siamo fermati sia a Fjallsárlón e Jökulsárlón, due ghiacciai che offrono un'esperienza unica, diversa da qualsiasi altra cosa che io abbia mai sperimentato, nel secondo caso abbiamo anche visto diverse foche ed attraversando la strada potrete arrivare alla Diamond Beach, in cui pezzi di ghiaccio di ogni dimensione si arenano sulla costa.

Per la notte abbiamo deciso di fermarci alla guesthouse Lyngas, ad Egilsstaðir, è stato un tratto di strada parecchio lungo da fare ma ci ha permesso di avvicinarci molto alla prima tappa che avremmo fatto il giorno seguente.

  • Giorno 3

Da Egilsstaðir abbiamo guidato fino a Mývatn, dove abbiamo potuto vedere:

Hverir, un luogo ad alta attività geotermica con pozze di fango e fumarole che lo fanno sembrare quasi un posto appartenente ad un altro pianeta;

Grjótagjá Cave, una caverna nascosta appena sotto la superficie, in corrispondenza di una spaccatura lunga diversi metri, in passato veniva utilizzata per il bagno per via dell'acqua termale che la riempie, ma la balneazione è stata vietata per via degli incrementi repentini e inaspettati della temperatura;

MyvatnNature Baths, delle terme artificiali molto simile alla più Amosa Blue Lagoon di Reykjavik ma decisamente meno costosa e turistica.

Dopo questo ultimo stop ci siamo diretti a Gaðafoss, una cascata di 12 metri che può essere osservata da diverse piattaforme costruite lungo il percorso che costeggia il fiume; poi abbiamo proseguito per l'ostello di Dalvik.

  • Giorno 4

A questo punto eravamo giunti ormai nel nord dell'Islanda ed abbiamo rallentato i ritmi di viaggio. Da qui abbiamo fatto l'unica escursione organizzata di tutto il tragitto, siamo partiti con la Arctic Sea Toursnella speranza di avvistare delle megattere. Ci siamo ritrovati all'ufficio dell'associazione alle 9, dove ci hanno fornito delle uniformi pesanti per consentirci di rimanere al caldo durante la traversata, poi ci siamo diretti tutti insieme alla barca. L'escursione è costata €72 a testa ed è durata 3 ore, purtroppo abbiamo visto un'unica balena verso la fine del viaggio e non si è avvicinata molto a noi, ma è stato comunque molto interessante pescare dalla barca e fare il barbecue una volta tornati a Dalvik.

Dopo pranzo ci siamo avviati verso gli Hvammstangi Cottages, dove avremmo dormito la notte seguente, ma abbiamo trovato anche il tempo per una deviazione (su una strada parecchio dissestata) per arrivare a Hvitserkur, che sfortunatamente abbiamo potuto ammirare solo dall'alto poiché il sentiero stretto e ripido che portava giù alla costa era completamente ghiacciato.

  • Giorno 5

Appena lasciato il cottage ci siamo diretti allo Shark Museum, nella penisola Snæfellsnes. È stato interessante ascoltare il proprietario raccontare del lavoro di suo padre come cacciatore di squali, ma in realtà il museo in se è stato leggermente deludente in quanto dalle foto sembrava più grande di un'unica stanza piena di animali impagliati.

In seguito ci siamo spostati verso Kirkjufelle Kirkjufellsfoss, la montagna famosa per essere apparsa nella serie televisiva Game of Thrones e la relativa cascata.

Per la notte ci siamo spostati sulla costa sud della penisola e abbiamo dormito alla guesthouse Hof, ma giusto prima del tramonto siamo riusciti a trovare Landbrotalaug, una piccola pozza di acqua calda in cui possono stare al massimo 3 persone allo stesso tempo.

  • Giorno 6

Per il sesto giorno ci siamo presi il nostro tempo per finire di esplorare la penisola e ci siamo diretti a Saxholl Crater, un vulcano che con le sue eruzioni in passato ha dato forma al paesaggio che lo circonda e la cui cima può essere raggiunta tramite una scala.

Dopo aver ammirato la vista mozzafiato che il vulcano offre, ci siamo spostati verso Londrangar, ovvero una coppia di torri di roccia basaltica che sorgono sull'oceano e che possono essere viste sia da alcuni punti di osservazione che camminando su diversi sentieri che passano alla loro base. In seguito ci siamo diretti anche a Arnarstapi, in cui altri percorsi vi consentiranno di ammirare la costa e i numerosi archi naturali di roccia che la affiancano.

Infine, in serata abbiamo cominciato ad avvicinarci verso Reykjavik e ci siamo fermati per la notte a Laekjarnot Rooms and Cottages.

  • Giorno 7

Essendo già vicino Borgarnes ci siamo fermati a vedere Hildartúnshúsin, tre case tipiche islandesi nascoste nel centro della città. Subito dopo abbiamo raggiunto la capitale per vedere la capitale ed iniziare il nostro tour del Golden Circle.

Ci siamo persi tra le strade della città visitando Hallgrimskirkja, l'iconica chiesa di Reykjavik, ed il Sun Voyager, ma anche diversi negoziati di souvenir.

Poi abbiamo iniziato ad esplorare il Þingvellir National Park attraverso i suoi numerosi sentieri, abbiamo visto il Silfra ed il punto in cui iniziano le immersioni tra la placca nord americana ed europea, ma anche la magnifica Öxarárfoss, non tra le cascate più grandi che abbiamo visto nel nostro viaggio ma decisamente bella da vedere e molto più vicina al sentiero percorribile a piedi delle altre.

Per le ultime tre notti abbiamo deciso di fermarci nell'ostello di Selfoss, per essere vicini abbastanza al Golden Circle ma non a Reykjavik, dove i prezzi sono più alti e l'atmosfera decisamente più urbana. Anche stavolta, prima di andare a dormire ci siamo messi in macchina per cercare Hrunalaug, un'altra fonte termale naturale nascosta nella campagna, che però purtroppo non siamo riusciti a trovare per via di una tempesta di neve.

  • Giorno 8

La nostra visita del Golden Circle è continuata con il famoso Geysir e Gullfoss, decisamente una delle cascate più belle che abbiamo visto durante tutto il viaggio ma anche la più turistica e con un vento gelato che non ci ha consentito di rimanere sulla piattaforma di osservazione per più di 5 minuti.

Then, after visiting the Kerið Crater, un lago che si può ammirare sia dalla cima che dal fondo di un cratere vulcanico, ci siamo diretti al Reykjadalur, uno spettacolare fiume di acqua calda raggiungibile dopo 4 km di camminata dal parcheggio, un'esperienza resa indimenticabile sia dal bagno caldo nel bel mezzo di un paesaggio congelato che dalla vista mozzafiato della valle durante il cammino.

  • Giorno 9

Dopo così tanti giorni di viaggio senza aver realmente provato i piatti tipici abbiamo deciso di prenderci una pausa rimanendo a Selfoss e dedicando il penultimo giorno del nostro viaggio a passeggiare nel paese. Abbiamo pranzato in un locale chiamato Kaffi Krús , in cui abbiamo mangiato una deliziosa zuppa di pesce ed il pescato del giorno, che nel nostro caso era il salmone più buono che io abbia mai mangiato.

Dopo aver passeggiato un po' abbiamo anche deciso di provare una gelateria che ci era stata consigliata dal ragazzo dell'ostello: Huppu Ísbúð, era molto diversa dalle gelaterie a cui siamo abituati e ad essere sinceri non ci ha fatto impazzire, vale però comunque la pena dare un'occhiata nel caso abbiate un pomeriggio libero.

  • Giorno 10

Per il nostro ultimo giorno, prima di avviarci verso l'aeroporto, ci siamo fermati nuovamente a Reykjavik, dove abbiamo pranzato in un piccolo ristorante locale chiamato Sægreifinn, in cui pesce fresco veniva venduto e cucinato al momento, abbiamo così potuto provare la tradizionale zuppa di aragosta ed alcuni deliziosi spiedini di pesce.

L'ultima cosa in assoluto che abbiamo deciso di visitare è stata Þúfa, una installazione artistica nascosta dietro un parcheggio industriale che può essere scalata fino ad arrivare ad una piccola cabina in legno sulla cima in cui alcuni pesci sono appesi ad essiccare.  

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